ASPRO MARE

gente di mare in un mare di gente

Considerazioni pratiche sulla ricerca del Prof. Malpieri


Fabrizio Monacosmallho letto con attenzione l’articolo del prof. Malpieri e vorrei fare alcune considerazioni di carattere pratico, anche perche’ spiegare in parole povere la parte inerente la fisiopatologia della respirazione sarebbe difficoltoso ed in fondo non particolarmente utile poiche’ privo di una ricaduta pratica.

La sincope si verifica quando a livello cerebrale si instaura un ipoafflusso ematico, ovvero una riduzione del flusso sanguigno. Tale riduzione puo’ interessare tutto l’encefalo o parte di esso e puo’ essere fatta risalire ad un deficit dell’attivita’ cardiaca indotta principalmente da un’alterazione del ritmo cardiaco che, come dimostrato dall’equipe del prof. Malpieri in un’ampia popolazione di apneisti seguiti per diversi anni, e’ rappresentata da una bradicardia marcata.

Tale bradicardia, che viene fatta risalire allo stato di acidosi respiratoria indotta dall’aumento della PaCO2 nel sangue che in condizioni di apnea, e quindi in assenza di respirazione, non puo’ essere compensata dall’incremento di ioni bicarbonato, e’ responsabile di una stimolazione del nervo vago a livello del tronco dell’encefalo con conseguente riduzione anche molto marcata della frequenza e, di conseguenza, della gittata cardiaca. A questo si aggiunge la stimolazione di recettori presenti a diversi livelli che inducono oltre a bradicardia anche una dilatazione vascolare periferica con conseguente calo della pressione arteriosa ed una riduzione della forza di contrattilita’ miocardica.

In parole povere il cuore pompa meno sangue perche’ si contrae con meno forza, con una frequenza molto ridotta e parte di questo sangue ristagna in periferia, ovvero dove non serve,,dove i vasi sanguigni sono dilatati piu’ del necessario.

Tutte queste risposte emodinamiche concorrono a provocare l’ipoaffusso cerebrale nell’apneista.

Ovviamente va evitata l’iperventilazione che, ritardando le contrazioni diaframmatiche, ci farebbe protrarre oltre il lecito la permanenza sul fondo con le conseguenze che si possono facilmente evincere.

Sulla “carpa” e sulla contrazione del diaframma sul fondo non mi dilungo poiche’ credo che nessuna persona sana di mente metterebbe in atto tali pratiche, soprattutto in ambito pesca sub.

Credo che in termini pratici ed IMHO il “take home message” o “il messaggio da portare a casa” sia che recuperare aria dalla maschera e’ non solo inutile, ma pericoloso, poiche’ oltre a stimolare alcuni recettori polmonari che potrebbero indurre un’aumento della pressione intratoracica, potrebbe ostacolare l’eiezione del sangue dal ventricolo sx con conseguenze drammatiche.

Mi verrebbe da dire…..io l’avevo detto…………. Ma non lo dico!

La perdita di coscienza dell'apneista

Prof. Malpieri

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